Ho iniziato nel 2010 presso il laboratorio di Bioingegneria del Politecnico di Milano. Allora la mia ricerca era tecnica, pura, focalizzata su algoritmi e precisione. Più passavano gli anni, più mi rendevo conto che non era sufficiente.
Nel 2015, ho cambiato direzione completamente. Ho fondato un progetto di ricerca indipendente sulla valutazione degli impatti etici delle tecnologie di riconoscimento facciale. Volevo capire davvero cosa significava costruire sistemi responsabili. Ho pubblicato oltre 20 articoli in riviste scientifiche peer-reviewed, ma quello che mi ha colpito di più è stato leggere i dati sui bias algoritimici, sulla discriminazione, sui rischi per la privacy.
Nel 2019, la Regione Puglia mi ha nominato consulente scientifico su questioni di implementazione consapevole delle tecnologie biometriche negli spazi pubblici. Non era una coincidenza — sapevo che la Puglia aveva bisogno di qualcuno che dicesse chiaramente: sì, questa tecnologia può funzionare, ma solo se fatta bene.
Oggi, come Direttore Scientifico di BioEtica Puglia S.r.l., guido lo sviluppo di framework normativi innovativi e formo professionisti sulla progettazione responsabile di sistemi biometrici. Convinto fermamente che la tecnologia possa servire il bene collettivo solo se costruita con consapevolezza etica fin dalle sue fondamenta.